Fira, D'Alfonso: pronto a rivolgermi ad autorità in caso di atti illegittimi


Il governatore abruzzese: "Conosco perfettamente il valore della finanziaria regionale, ma ciò non mi impedisce di misurare alcune gravità passate"


di Maria Elena Cosenza
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
12/08/2017 alle ore 19:15



Quale sarà il futuro della finanziaria della regione Abruzzo? Al momento ancora non è certo il destino di Fira. Quel che invece è sicuro è che sarà uno dei primi dossier che verranno esaminati alla ripresa delle attività dopo la pausa ferragostana. Altro dato certo è che della questione si sta occupando il presidente della regione Abruzzo in persona. Che di Fira e più in generale della necessità di razionalizzare le attività delle aziende controllate dalla regione che rischiano di sottrarsi commesse a vicenda, è convinto da tempo. Ma c'è dell'altro.

“Conosco perfettamente il valore del lavoro in potenza e in esercizio della Fira ma ciò non mi impedisce di misurare alcune gravità passate” dice ad Impaginato.it senza confermare ma neppure smentire che alle viste via sia l'ipotesi di dismettere la società partecipata al 51 per cento dalla regione e al 49 per cento da banche operanti sul territorio. Circostanza quest'ultima, ossia la presenza nel capitale di privati, che da un punto di vista tecnico giuridico rappresenta un impedimento nel caso si decidesse di intraprendere la fusione con Abruzzo Sviluppo. Che invece è una società in house.

Al di là delle soluzioni tecniche però rimane un dato di fondo. La "bomba", la definisce D'Alfonso "per l’incertissima copertura finanziaria per le fideiussioni accordate da Fira. In questo momento sto passando al setaccio tutti gli atti riguardanti le norme e l’attività decisionale sottostante a queste fideiussioni. Dopo aver passato 15 giorni a leggere tutto ho potuto constatare che non c’è idonea copertura finanziaria. C’è anzi - dice - intermittenza di linearità documentale che fa appello al cielo, per quanto riguarda la copertura finanziaria". E allora?

“Prima di tutto intendo completare il curriculum vitae delle storie di precontenzioso che arrivano dal passato. Perché se lì ci sono atti che non hanno avuto legittimazione idonea, conto di sottoporre questi casi al vaglio delle autorità competenti”.

Un caso bene evidente anche per Camillo D'Alessandro consigliere regionale del Pd. Che pure sulle indiscrezioni trapelate su una possibile ipotesi di dismissione di Fira aveva voluto rassicurare gli animi. "Non possono non riservare ulteriori preoccupazioni le esposizioni della Fira e per essa dalla Regione Abruzzo per decine di milioni per far fronte a provvedimenti riguardanti la realizzazione di capannoni industriali privi della necessaria copertura finanziaria e che hanno posto in essere fideiussioni senza copertura. Camminamenti di inchiostro senza denaro che adesso dobbiamo recuperare affidandoci agli insegnamenti di San Bernardino da Siena".

Qualunque cosa significhi il riferimento al frate teologo considerato tra l'altro protettore dei pugili, D'Alessandro ha comunque precisato che la finanziaria regionale abruzzese "è e sarà elemento essenziale e strategico per la Regione Abruzzo e per tutto il suo territorio: nell'ultimo anno di gestione, sono state implementate azioni tese a trasformare la Fira in un autentico soggetto finanziario in grado di supportare effettivamente l'economia abruzzese. Non si fa riferimento a parole o a mere espressioni di intenti, ma ad un lavoro concreto di ricognizione e verifica, oltre che ad atti formali adottati dalla Giunta regionale e dagli organi di governance che ribadiscono e confermano il ruolo fondamentale della società. L'attuale governo regionale ha già intrapreso la strada della sua valorizzazione attraverso la riconduzione delle attività legate prevalentemente alle attività finanziarie per garantire lo sviluppo del sistema economico regionale. Tale progetto prevede la preliminare definizione del processo di iscrizione di Fira all'Albo degli intermediari finanziari della Banca d'Italia, già in atto, e la successiva creazione di uno specifico ramo d'azienda che potrà gestire le dotazioni finanziarie del POR/FESR per la competitività del sistema produttivo".